domenica 6 marzo 2016

Buona fortuna, Barbara Fiorio


Titolo: Buona fortuna
Autore: Barbara Fiorio
Pubblicazione: Milano : Mondadori, 2013
Pagine: 199

Questo non è un incontro casuale.
Mi avevano parlato di Barbara Fiorio, ma non le avevo mai dato il giusto spazio nella mia wishlist (perché anche lì ci sono delle priorità, non è mica tutto buttato a caso). Poi, qualche giorno fa, un amico mi dice che sta seguendo una scuola di scrittura tenuta da lei, e scatta la scintilla.
Non potevo resistere.
Ecco come scrive una che tiene una scuola di scrittura: benissimo.
Non è sempre necessario affrontare i grandi dolori del secolo per essere un bravo scrittore, si può anche parlare della ricca umanità che ci circonda.
E' quello che fa Barbara Fiorio, con questo libro sulle persone che sfidano la sorte in una tabaccheria, sui gatti, sugli anziani soli, sull'amore finito, sulla città di Genova.
Mi piace quando gli autori amano la loro città: ad ogni pagina c'è una strada, una piazza, un vicolo, un autobus, un quartiere, un modo di dire, un luogo comune da sfatare, un piatto tipico, uno scorcio di panorama.
Il gatto Diesel, poi,mi ha completamente conquistata, e non ho nascosto le lacrime quando l'ha lasciata dopo 15 anni di amore fedele e incondizionato. La Fiorio ha saputo raccontare la sua relazione felina con grande tenerezza, anche se non so se io avrei fatto le sue stesse scelte.
Di relazione, la giornalista protagonista del romanzo, ne deve chiudere un'altra. Con grande ironia descrive se stessa alle prese con una nuova delusione sentimentale: Tormento, il suo fidanzato cervellone in matematica, in realtà è stato un grande bluff, un uomo sfuggente, assente in date strategiche, chiuso alla condivisione dei suoi spazi e delle sue amicizie. Alzo la mano subito, semmai vi state chiedendo se ho saputo immedesimarmi ed essere solidale con Margot.
E infine c'è Caterina, la vecchina che gestisce la tabaccheria che farà poi la fortuna di Margot: un punto di osservazione privilegiato per una giornalista: una vista a 360 gradi sulla realtà e sui personaggi che diventiamo quando cerchiamo di cambiare la nostra vita affidandola alla combinazione dei numeri. 
Caterina è una donna sola, la sua fragilità, la sua serenità, la sua bontà, la fanno subito associare all'idea che tradizionalmente abbiamo di una nonna.
Margot riscopre grazie a lei la sua passione per i supereroi, e nonostante le sue insicurezze emotive con Tormento, sa invece essere determinata e decisa nel difendere questa dolce vecchina, che diventa sua amica e confidente.
Per un caso che non vorrei troppo psicanalizzare, da quando ho perso mia nonna, leggo libri con protagonisti anziani: o il genere piace, o sono io che attraggo inconsciamente questi personaggi over 60.
E poi c'è il giornalismo e la sua frenesia: una caporedattrice esigente e fantasiosa, una giornalista versatile, capace di scrivere del torneo di bocce come di costumi di carnevale a Natale. La buona fortuna di Margot inizia proprio con la rubrica sul quotidiano locale, ispirato dalle persone comuni incontrate in tabaccheria: e proprio questa rubrica sarà l'arma con la quale potrà difendere Caterina dall'ingiustizia.
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